Fibromialgia, patologia ancora non del tutto RIconosciuta

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, spesso accompagnato da altri sintomi, come affaticamento e stanchezza intensa, disturbi intestinali, alterazioni del sonno e dell'umore. Si stima che dal 2 all'8% della popolazione mondiale sia affetta da fibromialgia. Dal punto di vista medico, questa patologia presenta aspetti ancora inspiegabili. È noto che la fibromialgia è causata da un fenomeno di sensibilizzazione centrale caratterizzato dalla disfunzione dei neurocircuiti, infatti rappresenta una patologia neurologica caratterizzata da neuroinfiammazione, che coinvolge la percezione, la trasmissione e l'elaborazione degli stimoli nocicettivi afferenti, con la manifestazione prevalente del dolore a livello dell'apparato locomotore.

La fibromialgia è la terza patologia muscoloscheletrica più frequente e la sua prevalenza aumenta con l'età. Tuttavia, sebbene la diagnosi sia migliorata con l'evoluzione di criteri diagnostici più accurati, una percentuale considerevole di medici non riesce ancora a riconoscere la sindrome. Molti fattori contribuiscono allo sviluppo della fibromialgia in modo unico: predisposizione genetica, esperienze personali, fattori emotivo-cognitivi, la relazione mente-corpo e la capacità biopsicologica di affrontare lo stress.

I sintomi spesso iniziano dopo un trauma fisico o emotivo, ma in molti casi non sembra esserci un fattore scatenante evidente. Le donne sono più inclini a sviluppare la malattia rispetto agli uomini. Sfortunatamente, le terapie mediche convenzionali che mirano a questa patologia producono benefici limitati. Rimangono in gran parte di natura farmacologica e tendono a trattare gli aspetti sintomatici di vari disturbi riferiti dal paziente.

Tra le diverse problematiche annesse, nel campo nutrizionale si possono riscontrare diverse carenze:

Minerali (fe, se, zn, mg)

Vitamine (D, B12, C, E, A, acido folico)

CoQ10

BCAA, creatina, melatonina

Omega 3

 

Oltre a valutare eventuali possibili carenze, è importante capire, in base anche agli effetti collaterali che la patologia provoca ed eventuale presenza di altre patologie concomitanti, quale sia il giusto piano alimentare.

La corretta nutrizione, anche per quanto riguarda questa patologia, risulta essere fondamentale e di grande aiuto.

 

Spesso il paziente fibromialgico è anche un soggetto allergico o intollerante (es al lattosio, nichel, istamina), presenta un intestino infiammato con presenza di meteorismo e stitichezza, disbiosi, ma anche sarcopenia e/o cachessia, sovrappeso e/o obesità soprattutto nella zona addominale.

 

Ogni soggetto è un caso a sé, ed è pertanto fondamentale la collaborazione con i medici specialisti e che gestiscono eventuali terapie, e nutrizionista che elabora un piano alimentare su misura valutando le modalità di intervento e la gestione dal punto di vista nutrizionale con eventuale integrazione necessaria. È importante perciò evitare assolutamente il “fai da tè” se si vuole migliorare la propria condizione di salute e di benessere psico-fisico.